Piriform Defraggler, deframmentazione del disco

In questo video facciamo una panoramica completa (o quasi!) del famoso software di deframmentazione Defraggler, progettato dalla software-house Piriform; nota anche per aver prodotto Ccleaner, Speccy e Recuva (guide in merito presenti nel canale).

Perché devo eseguire una deframmentazione?
Dopo un po’ di tempo i file che installate sono sparpagliati per tutto il disco. Per trovarli il vostro PC farà molta più fatica, dovendo andarli a cercare qua e là, e ci metterà più tempo per la stessa ragione (è come leggere un libro cominciando dalla prima parola, poi saltando alla decima, poi alla centesima, poi ritornando alla quinta, poi alla trentesima e così via; è vero che il computer è veloce, tuttavia è ovvio che leggendo prima la prima parola, poi la seconda, poi la terza e così via, aumentate di parecchio l’efficienza). Dunque più fatica e più lentezza del PC. Nasce dunque l’esigenza di pensare ad una deframmentazione.

AVVERTENZE E SUGGERIMENTI:
• La guida è per la maggior parte dedicata ad utenti esperti, comunque non mancano spiegazioni di base per i principianti.
• In base alla versione di Windows o di Defraggler, non tutti i passaggi possono risultare uguali al video. Alcune funzioni possono risultare parzialmente presenti o assenti.
• E’ consigliato utilizzare la versione a pagamento, in modo da usufruire di tutte le funzionalità del programma. Il costo della licenza, rispetto ad altri software, non è eccessivo. Per risparmiare ulteriormente sulla licenza puoi seguire questa mia guida: https://youtu.be/U_ra6Yi3WCg.
• Prima di lanciarsi in una deframmentazione, è bene eseguire una pulizia dei file temporanei del sistema operativo. E’ un’operazione consigliata perché velocizza il processo di deframmentazione (dovrà deframmentare meno files visto che quelli inutili li rimuoviamo). Per eseguire questa operazione puoi utilizzare un altro programma Piriform: CCleaner (https://youtu.be/hEWlA1dpKwE).
• Per le unità SSD di prima generazione la deframmentazione è inutile e dannosa, mentre oggi è vero solo in parte. In genere le unità SSD hanno un numero limitato di riscritture (numero che con gli anni si è decisamente incrementato), inoltre hanno una modalità di accesso ai dati diversa da quella di un disco rigido tradizionale: per questa ragione non è opportuno deframmentare un’unità SSD con un deframmentatore per HDD.
Tuttavia c’è da spiegare che Windows di per sé effettua una specie di deframmentazione degli SSD (in maniera mirata per le unità SSD, come spiegato da un dipendente della Microsoft) e per di più alcuni dei programmi di deframmentazione classica hanno inserito delle routine apposite per gli SSD.
• Il tempo impiegato per deframmentare il disco rigido dipende essenzialmente da tre cose: grandezza della partizione, efficienza del programma e attuale frammentazione della partizione (a dire il vero anche da una quarta, seppure in misura minore: spazio libero rimasto). Riguardo alla grandezza della partizione, è facile immaginare che più una partizione è grande, più ci vorrà tempo per deframmentarla. Inoltre la prima volta che si esegue una deframmentazione ci vorrà molto più tempo rispetto alle volte successive (proprio a causa dello stato della frammentazione).

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