Calcio e simulazioni per PC e console, quali i titoli più realistici?

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Il calcio, si sa, è lo sport più popolare e praticato al mondo. Si gioca a calcio in ogni angolo della Terra, basta essere in possesso di un pallone (o qualcosa che rassomigli ad una palla) e di un campo da gioco (dalla superficie più o meno piana) per allestire una partita che durerà in eterno. Il calcio è una disciplina sportiva che può essere praticata da tutti e ad ogni età, senza limiti o restrizioni di sorta. Intorno a questo sport sono nati racconti e storie che ormai si tramandano da decenni, miti e leggende che sono diventati protagonisti delle più belle imprese sportive d’ogni tempo. Anche per queste ragioni, il calcio è uno dei titoli più ripresi dalle software house che sviluppano i migliori videogame. Che si tratti di simulatori che permettono di vestire i panni di questo o quel giocatore sul rettangolo verde o di gestire a trecentosessanta gradi la stagione di una squadra, le trasposizioni video ludiche del calcio generano un interesse che travalica ogni limite di consenso.

Uno dei titoli che possiamo portare ad esempio in questo senso è Football Manager, probabilmente il gioco di calcio manageriale più famoso al mondo (e di sicuro il più longevo). Football Manager (noto anni fa in Italia anche con il nome di Scudetto) vanta una lunga tradizione ed il suo funzionamento e opzioni di gioco sono stati presi come modello da decine e decine di videogame pubblicati nel corso degli anni. Non solo. L’accuratezza dei suoi dati, la rispondenza alla realtà delle statistiche contenute in questo titolo hanno fatto sì che Football Manager diventasse la Bibbia per molti scout professionisti in giro per il mondo. Non è un caso se, ad esempio, Ciro Immobile della Lazio sia l’attaccante del campionato favorito per il titolo di capocannoniere: è sufficiente osservare le statistiche presenti su OddsChecker, piattaforma all’avanguardia nell’analisi e comparazione delle quote dei marcatori di Serie A e non solo, per comprendere come mai il giocatore sia presente all’interno del database del videogame; il giocatore partenopeo, infatti, mostra ottimi valori statistici (non solo da questa stagione), confermando la bontà del lavoro di ricerca di scout di Football Manager.

stadio calcio

Ma quali sono i videogiochi dedicati al calcio più realistici? Quali, invece, i più famosi e i più comprati?

Partiamo dal dualismo che da anni contraddistingue questa speciale classifica, ovvero FIFA e PES. Si tratta di due franchise (o serie di videogiochi) che hanno venduto centinaia di milioni di copie in tutto il mondo. Entrambi i progetti (oggi disponibili su qualsiasi device, dalle console di casa fino agli smartphone) sono nati a metà degli anni Novanta ed entrambi hanno visto il loro primo boom di vendite e popolarità soltanto con l’inizio del nuovo millennio. FIFA è un prodotto della casa americana Electronic Arts mentre il suo più famoso rivale è della giapponese Konami. Difficile stabilire quale dei due titoli sia il migliore.

Il primo FIFA è uscito nel 1993 ed è stato pensato per venire incontro alle mille fantasie calcistiche di tutti gli appassionati di questo sport. PES, invece (evoluzione di International Superstar Soccer del 1994), è molto più simile ad un simulatore di calcio. Difficilmente nel prodotto Konami riusciremo a vedere colpi da circo prima di andare in gol, elemento che, ad esempio, su FIFA si è ritagliato uno spazio di giocabilità ben più grande. Eppure, spesso FIFA è stato accusato di essere “troppo statico” come videogame di calcio.

Per quanto concerne il giudizio sulla grafica (uno degli elementi a cui gli appassionati del genere guardano con più attenzione), FIFA presenta alcune tonalità di colore più tenue rispetto a quelle più luminose di PES. Sono in tanti, in questo senso, a preferire la qualità e i dettagli grafici di PES rispetto a FIFA, anche per quanto riguarda la rispondenza dei volti dei giocatori. Per quanto concerne l’interfaccia utente, FIFA è stata da sempre un passo avanti rispetto al rivale della Konami, così come per le varie opzioni di gioco.

Detto di FIFA e PES, facciamo un passo indietro nel tempo e passiamo a un vecchio classico come Virtua Striker, titolo che alla sua uscita sul mercato impressionò molti ma che, tuttavia, non ebbe fortuna. Questo videogame nasce nel 1994, in occasione della Coppa del Mondo di calcio che si giocò negli Stati Uniti (quando l’Italia di Arrigo Sacchi perse in finale ai calci di rigore contro il Brasile di Dunga e Romário), e originariamente fu pensato per essere il prodotto di punta dei coin-op SEGA nelle sale da gioco di tutto il mondo. Soltanto le sue versioni successive furono trasposte anche per le console domestiche (Saturn e Dreamcast) di SEGA ma il primo capitolo di Virtua Striker per anni fu appannaggio delle sale giochi (tuttavia, il titolo venne reso disponibile successivamente anche per Xbox e PlayStation). Che cosa aveva di particolare Virtua Striker? Senza dubbio la sua facilità di gioco e la grafica poligonale che per l’epoca rappresentava una novità nel campo dei videogiochi. Virtua Striker, ad ogni buon conto, sul finire degli anni Novanta è stato il gioco arcade (ovvero quelli presenti nelle sale gioco) che ha incassato di più, insieme a un altro grande classico come Tekken 3.

Prima di FIFA e PES e prima ancora di Virtua Striker, il videogioco di calcio che ha fatto impazzire tutti è stato Sensible Soccer, titolo sviluppato dalla casa britannica Sensible Software nel 1991 per le prime console domestiche prodotte da Atari e Amiga (oltre che per PC). La sua visuale dall’alto (o a volo d’uccello) lo ha reso un videogioco unico nel suo genere per tantissimi anni. Ma la peculiarità di questo titolo è stata la possibilità di poter giocare con tutte le squadre del mondo, siano queste squadre di club o nazionali. Come? Sensible Soccer, fino a quando è stato possibile, era completamente editabile. Ogni utente poteva creare i propri giocatori e le proprie squadre, modificarne i nomi dei giocatori, i colori delle divise, il format dei campionati e delle varie coppe. Insomma, Sensible Soccer era completamente “customizzabile”, elemento che lo ha reso celebre tra gli appassionati dei videogame di calcio ma non solo.

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